Presentazione

Il “Gruppo di Lavoro ad hoc su Barriere Artificiali e Maricoltura di mare aperto” nasce nell’ambito della SIBM nel 1989 su proposta del Prof. Giovanni Bombace (notiziario SIBM 15/1989), coordinato dal CNR-ISMAR di Ancona (già Istituto di Ricerche sulla Pesca Marittima) www.ismaran.it.

A questo Gruppo aderisce subito una ventina di Ricercatori italiani appartenenti ad Università ed Enti di Ricerca, ai quali se ne aggiungono molti altri nel corso degli anni.

Sulla base di tale iniziativa è stato creato in seguito un Gruppo di Lavoro Mediterraneo coordinato dal CNR-ISMAR di Ancona.

I due Gruppi si sono riuniti in diverse occasioni (Congressi SIBM e CIESM) e, tra le iniziative intraprese, vi fu la realizzazione di un censimento delle barriere artificiali esistenti in Mediterraneo (Bombace et al., 1993).

Nel 1996 inizia il progetto CEE “European Artificial Reef Research Network”  (http://www.soes.soton.ac.uk/research/groups/EARRN/) (Coord. Dr. A. Jensen, Southampton University, UK) conclusosi nel 1998, al quale afferiscono numerosi Ricercatori italiani, europei ed extra-europei. Gli scopi dell’EARRN erano:

  • Promuovere la conoscenza sui  programmi di Barriere Artificiali in corso in Europa, sia in ambiente marino che d’acqua dolce.

  • Promuovere la collaborazione scientifica tra i ricercatori europei impegnati nel settore delle Barriere Artificiali.

  • Raggiungere un consenso su obiettivi comuni (es. identificare i settori che richiedono ulteriori ricerche ed approfondimenti).

  • Promuovere, all’interno della comunità scientifica, l’approfondimento degli aspetti socio-economici e gestionali legati alla relaizzazione di Barriere Artificiali e incoraggiare il loro inserimento nello sviluppo di future proposte di ricerca.

  • Redigere una bibliografia delle pubblicazioni europee sulle Barriere Artificiali.

Dalla fine dell’EARRN l’attività dei due Gruppi , sia a livello nazionale che europeo, è notevolmente rallentata, nonostante nell’ultimo decennio sia incrementato l’interesse scientifico nei confronti degli effetti indotti nell’ambiente marino dalle Barriere Artificiali e, più in generale, dagli Habitat Artificiali, e sia notevolmente aumentato, a livello italiano ed europeo, l’utilizzo di Barriere Artificiali per la gestione e la protezione dell’ambiente marino e delle sue risorse.

In ambito nazionale, con il decentramento alle Regioni, le competenze riguardo la realizzazione di Barriere Artificiali sono state trasferite dal Governo Centrale alle Regioni stesse e, se da un lato questo ha favorito la proliferazione di tali iniziative, dall’altro si è spesso assistito alla costruzione di impianti senza un serio supporto tecnico-scientifico.

Sulla base di tali constatazioni e considerando che l’Italia è ritenuta a livello internazionale un Paese leader nel settore delle Barriere Artificiali, sia per le tecniche impiegate che per gli studi condotti, durante il Congresso SIBM tenutosi a Livorno nel giugno 2009 è stata inoltrata la proposta di rilanciare l’attività del Gruppo Barriere Artificiali allargandone il campo di azione a  tutte le tipologie di Habitat Artificiali realizzati nell’ambiente acquatico.

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